La bailaora Raquela Ortega "La Tosito" con bata de cola roja en un espectáculo de baile flamenco en directo en el tablao Cardamomo de Madrid

Il ballo flamenco: origine, stili e l’arte del corpo

Il ballo flamenco lo si riconosce prima di capirlo. Il colpo del piede sul legno, le braccia che disegnano nell’aria, quella tensione che sembra sempre sul punto di spezzarsi e non lo fa mai. Ma dietro ciò che si vede ci sono secoli di storia e un linguaggio del corpo che non si impara in un giorno.

Cos’è il ballo flamenco e da dove viene

Il ballo flamenco è uno dei tre pilastri del flamenco, insieme al cante (il canto) e al toque (la chitarra). E sebbene oggi lo associamo ai grandi palcoscenici, la sua origine è ben più umile: nasce in Andalusia, tra le comunità gitane e andaluse, come espressione spontanea durante feste, riunioni e momenti della vita quotidiana.
Non c’era coreografia. C’era sentimento. Il ballo nasceva dal cante, rispondeva alla chitarra, si costruiva sul momento. Quella radice improvvisata è ancora lì, per quanto il flamenco abbia poi viaggiato fino ai teatri del mondo intero.

Le chiavi del ballo flamenco

Il ballo flamenco ha un vocabolario tutto suo. Ogni parte del corpo conta, e padroneggiarne anche una sola richiede anni.

Lo zapateado

È la prima cosa che cattura: i piedi che segnano il compás contro il pavimento, a una velocità che stupisce. Lo zapateado è ritmo puro, percussione fatta con il corpo. Il bailaor o la bailaora diventa un altro strumento all’interno del cuadro flamenco, in dialogo con la chitarra e le palmas.

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Il braceo e le mani

Se i piedi sono la forza, le braccia sono l’eleganza. Il braceo —il movimento delle braccia— e il floreo delle mani danno al ballo il suo lato più lirico. È la parte che sembra semplice e non lo è affatto: ogni rotazione del polso ha un’intenzione, ogni braccio racconta qualcosa.

La ballerina Paula Moreno esegue il braceo durante uno spettacolo di ballo flamenco dal vivo al tablao Cardamomo di Madrid

Il braceo della ballerina Paula Moreno, una delle chiavi del ballo flamenco, dal vivo al Cardamomo.

Il ballo flamenco, Patrimonio dell’Umanità

Nel 2010, l’UNESCO ha dichiarato il flamenco Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità. Non solo il ballo: l’arte completa, con il suo cante e il suo toque. Ma il ballo è, probabilmente, il suo volto più universale, quello che attraversa le lingue senza bisogno di traduzione.
Quel riconoscimento ha confermato una cosa che gli aficionados già sapevano: che il flamenco non è un semplice spettacolo turistico, ma una delle grandi espressioni artistiche che questo paese ha dato. Conoscere i principali palos del flamenco aiuta a capire perché ogni ballo suona e si sente in modo diverso.

Il ballo flamenco dal vivo in un tablao

Per quanto lo si spieghi, il ballo flamenco bisogna vederlo. In un tablao, a pochi metri, si coglie di colpo tutto ciò che le parole non riescono a raggiungere: il sudore, il respiro, l’istante esatto in cui il bailaor guarda il cantaor ed entrambi sanno cosa sta per accadere, anche se non l’hanno mai provato.
Questa è la magia del dal vivo, impossibile da riprodurre in un video. Se vuoi viverla davvero, la cosa migliore è uno spettacolo di flamenco a Madrid.

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